Lun, Apr

02

2018

il Crespa

Perché ho fatto gli Open? Perché non farli, direi io. Ho cominciato col CrossFit un anno e mezzo fa dopo 9 anni di quasi totale abbandono sportivo: mai avrei pensato di affezionarmi ancora a uno sport in modo quasi viscerale. Ricordo bene il primo giorno e soprattutto il giorno dopo quando non riuscivo nemmeno a sedermi ma ragazzi, che scarica di adrenalina! Mi ritengo una persona molto competitiva, e se forse non posso pretendere troppo dai risultati, posso però pretendere da me stesso di alzare l’asticella perché alla fine questo è il CrossFit, una gara con te stesso a fare un movimento, un’alzata, una trazione, a chiudere una minchia di wod entro il timecap previsto. Quindi si ritorna all’inizio: gli Open? Perché non farli? E poi la condivisione in box dell’evento, la partecipazione degli altri alla tua prova e la tua alla loro… Come si fa a non amare tutto ciò? Questo è CrossFit, almeno per me.

Andrea

Quando ho deciso di iscrivermi agli Open 2018 mai avrei pensato di riuscire a portarli a termine: mi sono iscritto per gioco, conscio di non essere all’altezza della maggior parte degli atleti, ma ho deciso di tentare lo stesso. E infatti, anche scalati, si sono rilevati delle belle sfide; in alcuni momenti l’adrenalina e l’emozione sono state molto forti ma grazie a tutti quelli con cui ho condiviso l’esperienza, ai coach Francesco e Paolo e a tutto CFSB, non ho mai mollato e, anzi, ho scoperto che il sostegno e le grida di incoraggiamento ti possono dare la forza per un’altra rep ancora.

Vale

Mi sono iscritto agli Open prima di tutto per provare una nuova esperienza e poi, principalmente, per “sfida” verso me stesso e le mie aspettative. Lo rifarei? Sì, molto volentieri, e poi i wod, nella versione scalata, erano fattibili per tutti. Cosa hanno rappresentato per me? Una sfida contro me stesso, come ho detto, e contro quella vocina che ti dice “basta, sei stanco; basta, non ce la fai”. Sono soddisfatto dei miei risultati? Sì, certo, e lo consiglierei di sicuro a chi ha già esperienza ma anche a chi non ce l’ha, anche solo per divertimento, anche solo per confrontarsi con se stessi.

Sesto

5 settimane, 5 WOD, 5 notti insonni ad aspettare il nostro buon vecchio Dave Castro che tirasse fuori dal cilindro quello che sarebbe stato il nostro peggior incubo per il time cap, le skill richieste, i carichi previsti. Ma come accade spesso dove l’ignoto è una certezza e la luce non è ancora una promessa, anche gli Open 2018 si sono dissolti con l’ultimo grido dell’ultima rep del 18.5. Tutto ha sempre inizio da qualcosa e poi si espande come il calore di un camino; allo stesso modo, i primi pensieri vanno a quella parte di me che ho avuto modo di sfidare, superare e battere – la ritengo il mio “unico” avversario e il mio “unico” giudice morale – e a seguire a tutti i crossfitters di CFSB con cui ho avuto piacere di “woddare” durante gli Open e che quotidianamente si impegnano per guadagnare una rep o un chilo in più del giorno prima. Dulcis in fundo, un grazie particolare a Francesco e Paolo: senza di loro la classe on ramp sarebbe il mio pane quotidiano.

Andrea

Perché mi sono iscritto agli Open? Perché sono una cosa fantastica! Il CrossFit è giovane in Italia, ma più di altri sport ha le potenzialità per unire e fare del bene. Gli Open sono CrossFit all’ennesima potenza: non per i carichi, le skill o i WOD ma perché io, a 45 anni, posso confrontarmi sullo stesso campo di prova insieme a Fraser. E se le mie rep, alla fine, sono scalate e un terzo delle sue, quando il timer va a zero saremo tutti e due devastati da una fatica che ci rende molto, molto simili. Gli Open? Tutta la vita! Se vedi nel CrossFit qualcosa più che un’ora di “ginnastica” per perdere peso e far bella figura in spiaggia, devi farli. Alla fine capirai qualcosa in più su te stesso e ringrazierai di aver investito quei 20 dollari.

Vera

Una grossa spinta a iscrivermi mi è venuta dal fatto che non c’erano altre donne di CFSB, cosa che mi è sembrata strana. Forse un po’ speravo di fare da battistrada, anche perché sono una delle ultime arrivate, ma vabbè: sarà per il prossimo anno! In ogni caso questi Open mi sono piaciuti molto: l’obiettivo non è far vedere agli altri quanto sono forte, ma quanto sono disposta a mettermi in gioco usando quello che possiedo. La cosa più bella è che sono stata spinta fuori della mia comfort zone, che ho dovuto fare cose che in una classe non avrei fatto: mai avrei immaginato di fare un deadlift a 60 kg, figuriamoci farne 16! Ma lì, col giudice che ti osserva e i tuoi compagni che ti tifano, vuoi arrivare alla fine e dare il meglio. Insomma, ‘sti hunger games sono stati proprio un bel gioco e il prossimo anno li rifarò sicuramente!

Coach
Paul

Open… Traducendo letteralmente: APERTO. Come mi ha insegnato lo spirito del CrossFit, gli Open ti danno la possibilità di confrontarti con gli altri, enfatizzano la bellissima community di questo sport e ti spingono un po’ più in là del WOD che trovi in classe. Mi sono divertito tantissimo a partecipare a questi Open 2018 completando i 5 workout in versione RX (NDT: e con una posizione di tutto rispetto: 40.000 su 228.000! Bravo Paolo!). Piccola fregatura è che quest’anno la versione RX era irraggiungibile per molti, anche se in ottima forma fisica. Ecco perché chiudo con una riflessione: caro Castro, che ne pensi per gli Open 2019 di tre categorie tipo scalato per tutti, RX per qualcuno, ed Elite per gli dei dell’Olimpo?

il Crespa

Perché ho fatto gli Open? Perché non farli, direi io. Ho cominciato col CrossFit un anno e mezzo fa dopo 9 anni di quasi totale abbandono sportivo: mai avrei pensato di affezionarmi ancora a uno sport in modo quasi viscerale. Ricordo bene il primo giorno e soprattutto il giorno dopo quando non riuscivo nemmeno a sedermi ma ragazzi, che scarica di adrenalina! Mi ritengo una persona molto competitiva, e se forse non posso pretendere troppo dai risultati, posso però pretendere da me stesso di alzare l’asticella perché alla fine questo è il CrossFit, una gara con te stesso a fare un movimento, un’alzata, una trazione, a chiudere una minchia di wod entro il timecap previsto. Quindi si ritorna all’inizio: gli Open? Perché non farli? E poi la condivisione in box dell’evento, la partecipazione degli altri alla tua prova e la tua alla loro… Come si fa a non amare tutto ciò? Questo è CrossFit, almeno per me.

Andrea

Quando ho deciso di iscrivermi agli Open 2018 mai avrei pensato di riuscire a portarli a termine: mi sono iscritto per gioco, conscio di non essere all’altezza della maggior parte degli atleti, ma ho deciso di tentare lo stesso. E infatti, anche scalati, si sono rilevati delle belle sfide; in alcuni momenti l’adrenalina e l’emozione sono state molto forti ma grazie a tutti quelli con cui ho condiviso l’esperienza, ai coach Francesco e Paolo e a tutto CFSB, non ho mai mollato e, anzi, ho scoperto che il sostegno e le grida di incoraggiamento ti possono dare la forza per un’altra rep ancora.

Vale

Mi sono iscritto agli Open prima di tutto per provare una nuova esperienza e poi, principalmente, per “sfida” verso me stesso e le mie aspettative. Lo rifarei? Sì, molto volentieri, e poi i wod, nella versione scalata, erano fattibili per tutti. Cosa hanno rappresentato per me? Una sfida contro me stesso, come ho detto, e contro quella vocina che ti dice “basta, sei stanco; basta, non ce la fai”. Sono soddisfatto dei miei risultati? Sì, certo, e lo consiglierei di sicuro a chi ha già esperienza ma anche a chi non ce l’ha, anche solo per divertimento, anche solo per confrontarsi con se stessi.

Sesto

5 settimane, 5 WOD, 5 notti insonni ad aspettare il nostro buon vecchio Dave Castro che tirasse fuori dal cilindro quello che sarebbe stato il nostro peggior incubo per il time cap, le skill richieste, i carichi previsti. Ma come accade spesso dove l’ignoto è una certezza e la luce non è ancora una promessa, anche gli Open 2018 si sono dissolti con l’ultimo grido dell’ultima rep del 18.5. Tutto ha sempre inizio da qualcosa e poi si espande come il calore di un camino; allo stesso modo, i primi pensieri vanno a quella parte di me che ho avuto modo di sfidare, superare e battere – la ritengo il mio “unico” avversario e il mio “unico” giudice morale – e a seguire a tutti i crossfitters di CFSB con cui ho avuto piacere di “woddare” durante gli Open e che quotidianamente si impegnano per guadagnare una rep o un chilo in più del giorno prima. Dulcis in fundo, un grazie particolare a Francesco e Paolo: senza di loro la classe on ramp sarebbe il mio pane quotidiano.

Andrea

Perché mi sono iscritto agli Open? Perché sono una cosa fantastica! Il CrossFit è giovane in Italia, ma più di altri sport ha le potenzialità per unire e fare del bene. Gli Open sono CrossFit all’ennesima potenza: non per i carichi, le skill o i WOD ma perché io, a 45 anni, posso confrontarmi sullo stesso campo di prova insieme a Fraser. E se le mie rep, alla fine, sono scalate e un terzo delle sue, quando il timer va a zero saremo tutti e due devastati da una fatica che ci rende molto, molto simili. Gli Open? Tutta la vita! Se vedi nel CrossFit qualcosa più che un’ora di “ginnastica” per perdere peso e far bella figura in spiaggia, devi farli. Alla fine capirai qualcosa in più su te stesso e ringrazierai di aver investito quei 20 dollari.

Vera

Una grossa spinta a iscrivermi mi è venuta dal fatto che non c’erano altre donne di CFSB, cosa che mi è sembrata strana. Forse un po’ speravo di fare da battistrada, anche perché sono una delle ultime arrivate, ma vabbè: sarà per il prossimo anno! In ogni caso questi Open mi sono piaciuti molto: l’obiettivo non è far vedere agli altri quanto sono forte, ma quanto sono disposta a mettermi in gioco usando quello che possiedo. La cosa più bella è che sono stata spinta fuori della mia comfort zone, che ho dovuto fare cose che in una classe non avrei fatto: mai avrei immaginato di fare un deadlift a 60 kg, figuriamoci farne 16! Ma lì, col giudice che ti osserva e i tuoi compagni che ti tifano, vuoi arrivare alla fine e dare il meglio. Insomma, ‘sti hunger games sono stati proprio un bel gioco e il prossimo anno li rifarò sicuramente!

Coach
Paul

Open… Traducendo letteralmente: APERTO. Come mi ha insegnato lo spirito del CrossFit, gli Open ti danno la possibilità di confrontarti con gli altri, enfatizzano la bellissima community di questo sport e ti spingono un po’ più in là del WOD che trovi in classe. Mi sono divertito tantissimo a partecipare a questi Open 2018 completando i 5 workout in versione RX (NDT: e con una posizione di tutto rispetto: 40.000 su 228.000! Bravo Paolo!). Piccola fregatura è che quest’anno la versione RX era irraggiungibile per molti, anche se in ottima forma fisica. Ecco perché chiudo con una riflessione: caro Castro, che ne pensi per gli Open 2019 di tre categorie tipo scalato per tutti, RX per qualcuno, ed Elite per gli dei dell’Olimpo?